Città Futura per Aviano

Le favole che ci stanno raccontando sull’energia

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La politica di questi ultimi anni ha dimostrato costante incapacità nel governo della cosa pubblica, ma oggi sta dimostrando una insolita capacità comunicativa.

Non abbiamo mai assistito a una così precisa e indiscussa capacità di comunicazione, tutto è diventato uno spot come nella vendita di un prodotto e probabilmente perché la comunicazione è nelle mani di esperti, non di politici, il risultato è indiscutibile.

Come la Vanna Marchi dei tempi migliori sono stati capaci di venderci l’impossibile. Sembrerebbe che i rincari dell’energia siano dovuti a quel “dittatore paranoico” di nome Putin. Ma ci siamo già dimenticati dei rincari subiti dalle bollette già alla fine del 2021?

Se negli ultimi 20 anni il prezzo medio di un megawattora si attestava attorno ai 50 euro, nel 2021 erano già saliti a 125, 2 volte e mezza in più. Ora, poi siamo giunti addirittura a 250 euro.

Quindi non tutto è dovuto alla guerra, anzi. Senza ripercorrere le politiche energetiche degli ultimi ventanni, possiamo dire, senza tema di smentita che quanto accaduto era prevedibile. Abbiamo distrutto i rapporti commerciali con la Libia e il nord africa, abbiamo abbandonato l’estrazione del gas nel nostro mediterraneo mentre la confinante Croazia lo sta facendo. Abbiamo detto di no a tutto per metterci nelle mani della Russia.

Abbiamo detto di no anche al grande potenziale che il nostro paese ha nel campo delle energie rinnovabili.

Il sole 24 ore in un servizio del 6 aprile scorso evidenzia come se venissero approvati tutti i progetti relativi alle energie rinnovabili in attesa di autorizzazione potremmo risolvere il problema dell’energia. 

La domanda d’obbligo che ne consegue è: perché non lo facciamo? A chi giova?

Giovanni Falcone diceva: per combattere la mafia e contrastarne il potere, bisogna seguire la traccia dei soldi. Se vogliamo capire qualcosa di più sull’energia dobbiamo fare altrettanto.

Prima della guerra, il paese europeo maggiormente avvantaggiato dalla situazione energetica sembrava fosse la Germania che aveva preso accordi con Putin per diventare un centro di raccolta quasi esclusivo del gas russo e di conseguenza un centro di smistamento verso gli altri paesi dell’europa con gli ovvi benefici economici che ciò comporta.

C’è un altro grande vantaggio dei prezzi alti dell’elettricità nei paesi europei, per la Germania.

L’aumento dei prezzi dell’energia favorisce sempre più l’installazione di impianti di eolico e fotovoltaico. E chi è il più forte produttore in europa? La Germania che prima li produce e poi li rivende. E qui potremmo proseguire nella nostra analisi per capire meglio quanto sia conveniente e a chi il fotovoltaico e cosa ci azzecca la guerra in Ucraina con l’energia e chi ci stia guadagnando di più ora.

Lo faremo in maniera più approfondita in un prossimo articolo ma oggi vorrei soffermarmi su un altro aspetto che nessuno tocca: quello dei rifiuti. Perché i rifiuti sono un problema ma possono diventare anche un’opportunità.

La tecnologia ci permette oggi di trasformare i rifiuti, tutti i rifiuti ad eccezione di quelli radioattivi e dei calcinacci in basalto ed energia elettrica. Senza alcun inquinamento ambientale.

E di nuovo si ripone la domanda: perché non lo facciamo?

Perché non costruiamo siffatti impianti di smaltimento in tutto il paese?

In Italia ogni cittadino produce mediamente 500 kg l’anno di rifiuti. Potremmo costruire 300 impianti capaci di processare 100.000 tonnellate l’anno di rifiuti cadauno.

Impianti che sviluppano occupazione energia e utili che potrebbero essere redistribuiti sul territorio sviluppando un business sociale.

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