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Effetti collaterali: EMA oppone il segreto militare

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Ho incontrato l’ennesima persona che ha subito gli effetti collaterali della vaccinazione. Una persona che ha dovuto vaccinarsi per motivi di lavoro, pur essendo da poco guarito dal Covid e subito dopo gli si sono manifestati gravi effetti collaterali che gli hanno fatto perdere anche il lavoro.

Questi casi diventano sempre più frequenti e dai dati che iniziano ad uscire sono destinati ad aumentare.

Innanzitutto, una precisazione. Personalmente non sono né no vax né si vax. Come la maggior parte delle persone della mia età anch’io a suo tempo sono stato vaccinato e ho fatto vaccinare i miei figli. Ma oggi il problema è diverso.

Oggi il problema è la libertà. Personalmente non ho fatto il così detto vaccino per il Covid, ma darei la vita, come disse Voltaire, per permettere a chiunque lo volesse fare di vaccinarsi.

Io non l’ho fatto e non lo farò perché la narrativa sul vaccino non mi ha mai convinto e più mi documento, meno mi convince.  Di mio ho già una repulsione verso i farmaci chimici, il che non significa non riconoscere l’importanza della medicina e della chimica soprattutto nelle emergenze. Nonostante 2 infarti e 5 stent non prendo nemmeno la cardio aspirina e quindi mi riesce un po’ difficile accettare di diventare una cavia per un farmaco sperimentale.

Ve li ricordate i vaccini che tutti abbiamo fatto da piccoli? Bastava una dose per tutta la vita, oggi invece ci hanno detto che bastava una dose, ma poi è stata necessaria una seconda, una terza e ora la quarta.

Che si debba aggiustare il tiro in una prima fase emergenziale è normale, ma se ogni promessa fatta dai così detti esperti viene periodicamente smentita, forse qualche dubbio dovremmo avercelo.

Ora, poi, veniamo a conoscenza che l’EMA l’Agenzia Europea per i medicinali ha opposto il segreto militare a chi chiedeva lumi, negando i report sulla sicurezza.

Le case farmaceutiche, almeno sulla carta, sono obbligate a presentare i rapporti sulla sicurezza dei vaccini anti Covid, ma le associazioni che ne hanno fatto richiesta non hanno ancora potuto visionare i documenti perché l’EMA, ha posto il suo diniego alle richieste e le ha motivate con problemi di ordine pubblico e segreto militare. 

Cosa sta succedendo di così grave per richiedere l’applicazione del segreto militare?

Ma c’è anche qualcos’altro di strano in questa narrativa.

La Pfizer, quella casa farmaceutica americana diventata tristemente nota e ricchissima grazie ai vaccini, ha fatto una nota per i propri azionisti particolarmente significativa, che riporto di seguito:

“Il nostro vaccino Covid-19 e qualsiasi altro prodotto candidato per il quale riceviamo l’approvazione o l’autorizzazione all’uso di emergenza sono soggetti a un controllo normativo continuo, inclusa la revisione di ulteriori informazioni sulla sicurezza.
Il nostro vaccino Covid-19 viene utilizzato dai pazienti come prodotto autorizzato più ampiamente di quanto non sia stato utilizzato negli studi clinici e pertanto dopo l’autorizzazione all’uso di emergenza possono essere osservati
 effetti collaterali e altri problemi che non sono stati osservati o previsti, o non erano così diffusi o gravi, durante gli studi clinici.
Non possiamo garantire che non si verifichino problemi di
 sicurezza scoperti o sviluppati di recente.
Con l’uso di qualsiasi vaccino da parte di un’ampia popolazione di pazienti, di tanto in tanto possono verificarsi eventi avversi gravi che non si sono verificati durante le sperimentazioni cliniche del
 prodotto o che inizialmente sembravano non correlati al vaccino stesso e solo con la raccolta di successive informazioni sono risultati essere causalmente correlati al prodotto.

Questo può causare il ritiro dell’autorizzazione, di richieste di risarcimento danni e dunque della cessazione di conseguire utili”

Se una casa farmaceutica così potente sta già mettendo le mani avanti per evitare azioni legali da parte dei propri soci, che ne può pensare un semplice cittadino?

Credo non ci sia bisogno di tante spiegazioni, ognuno ne tragga le conseguenze che crede più opportune, ma l’importante è che non subiamo una narrativa univoca. L’esercizio del dubbio, così come lo definiva Socrate, può allungarci la vita.

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