Città Futura per Aviano

Città Futura per Aviano esprime solidarietà ai precari del C.R.O.

Solidarietà ai precari del C.R.O.

Oggi i ricercatori del Cro di Aviano hanno manifestato per chiedere attenzione e rispetto dei propri diritti e il Candidato Sindaco di Città Futura si è recato all’Ospedale oncologico per esprimere la propria solidarietà e per ascoltare le richieste dei lavoratori.

Il Cro assieme alla base Nato rappresenta le due grandi aziende del Comune di Aviano. Da anni si discute del problema dei ricercatori precari ma come troppo spesso accade in questo paese, nulla cambia.

Ma il problema è molto più ampio, è il problema della sanità in generale.

Siamo ben consapevoli che non spetta al Comune risolvere il problema ma sicuramente il futuro Sindaco di Aviano se i cittadini ci daranno la loro fiducia, dovrà occuparsi anche di questa problematica facendosi parte attiva per proteggere i lavoratori e per tutelare il diritto alla salute.

Mi riesce abbastanza difficile pensare che i partiti possano trovare una soluzione.

In questi anni hanno avuto la sola capacità di tagliare la sanità chiudendo strutture e demotivando i lavoratori. E la crisi l’abbiamo vista in tutta la sua ampiezza con l’emergenza sanitaria.

E’ di questi giorni la notizia che ci sono strutture sanitarie pubbliche  che stanno reclutando i medici attraverso annunci sui social che promettono lauti guadagni.

Siamo arrivati alla frutta. Anziché, dopo l’esperienza pandemica ricostruire un modello di sanità, la stanno distruggendo del tutto. Personale medico sospeso, sanitari che se ne vanno e i responsabili in Regione che fanno?

Si diceva che la sanità regionale aveva subito le politiche della Presidente Serracchiani ma ora che al governo ci sono altri e che il nostro Presidente Regionale Fedriga è anche Presidente della conferenza delle Regioni che cosa sta cambiando?

Ma quello che più mi sorprende è che l’amministrazione comunale in carica è impegnatissima nelle solite attività elettorali: asfalti, inaugurazioni, rinfreschi e parole, tante parole. Nemmeno cinque minuti però per portare la solidarietà ai ricercatori precari del Cro.

Lo abbiamo fatto noi, perché è con i fatti che si cambia, non con le parole.

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